Potere, denaro e sesso sono gli ingranaggi che in questo momento stanno mandando avanti l’Italia. Andrebbero cambiati con: contare nelle decisioni, economia sostenibile e gioia di vivere.
Pensate, qual è il miglior modo per produrre potere e denaro? Gestire una grande opera pubblica, e quale più grande di una serie di centrali nucleari? Poi se quest’opera è anche il centro di produzione dell’energia… L’energia è quella cosa che ci serve per produrre il cibo, spostarci, illuminare, lavorare… vivere, insomma. Ecco, il miglior modo per prenderci soldi e procurarsi potere, in altre parole tenerci in pugno.
Vincere questo referendum vorrebbe dire per i nuclearisti una mezza vittoria, non proprio ancora gestire appalti di miliardi di euro per costruire e poi comprare uranio (sì, perché poi noi in Italia l’uranio non ce l’abbiamo): vorrebbe dire gestire comunque una mezza fortuna in progetti, e i progetti, si sa, sono opera dell’ingegno che va “pagato bene…”. Il loro punto di forza, il loro cavallo di battaglia, è “come facciamo a soddisfare i bisogni della nostra civiltà”.
Bene, questo è il momento in cui invece di produrre scorie radioattive, ci dobbiamo impegnare per riequilibrare l’ecosistema che abbiamo squilibrato, gli scienziati sono tutti d’accordo, se non lo faremo la nostra civiltà sparirà e spariranno i nostri consumi e quel famoso picco di consumi tanto sbandierato da quegli irresponsabili che perorano la produzione di scorie che avremo in giro per i prossimi 100.000 anni. Non 1.000, ma 100.000 anni, vuol dire un’eternità, in eterno in altre parole. Non ci sono contenitori che possono contenerle e che possono durare in eterno.
Non voglio neppure pensare poi a come faremo a smantellare le centrali atomiche che ci sono già, non riusciamo neppure a smantellarne una sola. L’esempio è Chernobyl: è lì che manda in giro le sue lame di morte e non riusciamo a fermarla, non c’è modo. Non mi sembra proprio una buona tecnologia. Potremmo invece, dovremmo invece, investire per sviluppare le nuove idee, che in Italia sono tantissime, per la produzione di energia rinnovabile, pulita, sicura. Dare lavoro, e speranza in un futuro ai giovani, riportare il nostro Paese ai primi posti per il progresso, la civiltà, tornare agli antichi fasti che ci vedevano ‘geniali’ inventori, artisti, scopritori, davanti a tutti e non ultimi in tutto come siamo finiti ora, inseguendo una civiltà materialista che non è nostra, che non ci appartiene, che è diventata per noi la spugna che ha assorbito i nostri valori umanistici, che ci ha tarpato le ali e ora ci sta portando sempre più in basso.
Poi c’è il qualunquista che dice: “Tanto lo fanno i francesi, facciamolo anche noi”. È come dire “è pieno di brutte persone, divento una brutta persona anche io, oppure, “loro uccidono, uccido anch’io”. La soluzione invece è fare in modo che anche loro smettano, come la Germania, la Svizzera, il Giappone, l’Italia almeno sino ad oggi.
Andiamo a votare al referendum e non facciamo confusione, bisogna votare “SÌ”, ricordate “SÌ”. SÌ alla vita, SÌ al progresso sostenibile, SÌ a riporre in un cassetto per cinque anni studi e progetti di una tecnologia obsoleta ormai agli sgoccioli, che ci vedrebbe comunque partire per ultimi cercando di prendere un treno che come abbiamo visto nel mondo si sta invece fermando, come conferma il rapporto del prestigioso Worldwatch Institute di Washington Dc.
Opponiamo la nuova ideologia “progresso sostenibile” all’ideologia “progresso ad ogni costo”, abbiamo sempre visto che non c’è nulla al mondo che non si paga, e il nucleare avrà un prezzo che non potremo pagare se non con la vita.