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RIFLESSI
A "caccia" di emozioni




Sono tornata da un viaggio incredibile in Mongolia. Paese straordinario. I paesaggi sono stupefacenti e colpisce la magia di spazi infiniti, dove la natura è sacra e gli animali vivono allo stato puro. Gli uomini sono buoni e gentili, connessi con la spiritualità della Terra. La parola chiave è il rispetto. Rispetto e amore per l'uomo e l'ambiente dove per tradizione si dona alla natura e si prende solo ciò che è utile per la sopravvivenza. La civiltà di un popolo semplice, una grande dignità d'animo. Lì ogni cosa si allontana, la mente si perde nella ricchezza di questa natura selvaggia per lasciare spazio a pensieri e fantasie. Forti le emozioni, anche molto dolorose.

Ci si rende conto che siamo diventati solo spettatori di queste bellezze e che abbiamo perso la capacità di alimentare la nostra anima con le forze che ci circondano. Osserviamo a distanza, dimenticando il rapporto naturale e istintivo con la natura. Non ne facciamo più parte.

Ed ecco il ritorno a casa, il nostro Belpaese. Impatto forte. Qui gli uomini non sono "buoni e gentili". Tutto è da sfruttare con egoismo. E quest'anno in Italia una "bella" sorpresa: la pre-apertura della caccia. Nel 2011 uccidere è ancora un divertimento, meglio anticipare. Una conseguenza molto grave per la fauna selvatica, si spara anche a specie protette che si trovano in una fase delicata del loro ciclo di  vita, in una fase di riproduzione e di migrazione. Una strage di animali anticipata e autorizzata. Vergognoso e crudele. Sarebbe bello fermarsi a pensare che non siamo i padroni di ogni cosa ma parte integrante di questo meraviglioso pianeta. 




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