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Sting e Amnesty di nuovo insieme

In occasione del suo nuovo tour europeo “Back to bass” (che però, purtroppo, non toccherà l'Italia) il cantante ha deciso di dare un'altra volta una mano ad Amnesty International.


Sino dagli anni ottanta siamo abituati a sentire parlare di Sting non solo come grande artista, ma anche come forte sostenitore e attivista di movimenti ambientalisti e umanitari, primi fra tutti Amnesty International e Hydrogen (f)or Life, gruppo per lo sviluppo delle energie pulite e dell'economia dell'idrogeno. Nel 1989 ha egli stesso fondato, con la moglie Trudie Styler, la Rainforest Foundation, per la salvaguardia delle foreste pluviali in Amazzonia.

Nel dicembre scorso Sting e la moglie hanno presentato il loro nuovo progetto Bag issue, in collaborazione con l'ente sociale Big Issue che aiuta i senzatetto. La particolarità di queste borse sta, senza dubbio, nei materiali utilizzati: fibre di banana e sterco di elefante (quindi al 100% riciclati). Le borse sono fabbricate da donne di alcuni villaggi indiani che possono contare solamente su introiti bassissimi e i ricavati delle vendite saranno devoluti agli orfani della casa Karm Marg, sempre in India.

Ora, in occasione del suo nuovo tour europeo Back to bass (che però, purtroppo, non toccherà l'Italia) il cantante ha deciso di dare un'altra volta una mano ad Amnesty International. Iniziato domenica 5 febbraio da Newcastle, il tour ospiterà nelle sale da concerto alcuni attivisti di Amnesty che distribuiranno materiale informativo sull'inquinamento da petrolio e sui diritti umani. Inoltre, inviteranno i fan a firmare la petizione Shell: Own Up, Pay Up, Clean Up, per chiedere alla Shell di ripulire il delta del Niger.


07/02/2012



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